sabato 18 ottobre 2008

Reims 1953



Reims.Uno di quei circuiti che non esistono più.Uno di quei circuiti che a vederli oggi viene da pensare"roba da matti".Uno di quei circuiti buoni per lasciarci la pelle,se ti andava male,o buoni per entrare nella leggenda,quando andava bene.Tre rettilinei pressochè infiniti raccordati da due tornanti strettissimi e da una delle curve più difficili del mondo,quella del "Calvaire",immersi tra campi di grano a perdita d'occhio.

Quel giorno,il 5 Luglio del 1953,gli spettatori accorsi in massa per assistere alla quinta gara del mondiale,assistono a quella che per anni verrà ricordata come la corsa di formula 1 più avvincente di sempre,prima di essere assorbita dalla nebbia dei ricordi e della leggenda.

A sfidarsi sono lo squadrone Ferrari,che schiera Ascari(dominatore del campionato),i veterani Villoresi e Farina,e il giovanissimo inglese Hawthorn,e quello Maserati,composto da Fangio,Gonzales e Bonetto.I lunghissimi rettilinei di Reims fanno sì che difficilmente un pilota possa prendere il largo,ed è così che i primi restano raggruppati a distanze millimetriche,scambiandosi continuamente di posizione.Il più deciso appare Hawthorn, nonostante sia il più giovane del gruppo,che supera Ascari e si installa al comando.A fine gara l'inglese rilascerà parecchie dichiarazioni che ci aiutano a comprendere lo svolgimento di quelle fasi e lo spirito con cui quei piloti si diedero battaglia."Si era a circa metà gara,-dichiara Hawthorn-quando Fangio e Farina ci raggiunsero e allora la situazione si fece realmente caotica: il minimo errore avrebbe potuto causare una catastrofe,eppure ogni volta che ci superavamo ci scambiavamo larghi sorrisi,eccetto Farina che guidava con aria arcigna e concentrata".C'è una foto che mostra proprio una di queste fasi,con Hawthorn e Fangio affiancati che si guardano dritti in faccia.Non devono ingannare l'aplomb e la sottile ironia delle dichiarazioni di Hawthorn, l'inglese in pista aveva fama di pilota spigoloso e autore di manovre spesso discusse e discutibili.

La gara va avanti con Fangio e il biondo alfiere della Ferrari che si superano e risuperano ai due tornantini ad ogni staccata,Hawthorn supera abbondantemente il limite di 7000 giri imposto dalla scuderia.I due piloti , a tratti , sono talmente vicini che l'uno riesce a scrutare il contagiri dell'altro.Tutti si aspettano che la maggiore esperienza premi Fangio,il "maestro",ma all'ultima curva è Mike Hawthorn,con freddezza,a spuntarla e ad aggiudicarsi così la sua prima vittoria. Alle spalle di Fangio giungono Gonzales,Ascari(mai troppo a sua agio nelle battaglie ravvicinate), Farina e Villoresi.

Nessun commento: